L’artista rivolge un grato pensiero ad uno dei Maestri di Accademia

Tutti siamo fatti di una stoffa nella quale la prima piega non scompare mai più. Ne ho avuta conferma ieri sera dopo le tue parole. Sia benvenuta tra noi la tua increspatura che mette a nudo il tuo esplorare e sondare scrupoloso, le molteplicità della tua conoscenza e, una dopo l’altra, le tue gioie. L’uomo, quindi, è in grado di fare ciò che non è in grado di immaginare. In quell’infinito dei tuoi dipinti è possibile, dunque, tutto ciò che al nostro intelletto appare ineseguibile e contraddittorio. Di fronte alle tue tavole imbocco un sentiero, sono con mille altre vite che si sono abituate a me: le tue linee di luce. Il cielo sopra, che è parimenti della terra sotto, ha cessato di essere visibile, così il colore che come acqua tarda a farsi vapore. Chi incontra il tuo Immenso non desidera altro: tali distanze gli bastano.

Novembre 2015